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Ruote, stantuffi, ingranaggi, cilindri………la macchina per tanto tempo sottoposta ad una visione utilitaristica, entra a far parte della sintassi delle emozioni poetiche.
Le mie opere “meccanoforme” sono la somma della passione tra arte e motori: che siano motori nautici, automobilistici o motociclistici, mi approprio di questi elementi che mi permettono di creare un mondo meccanico, nel quale entrano a far parte figure antropomorfe, città, animali, legati ad un immaginario fantastico-grottesco.
Gli elementi meccanici non hanno un significato di prevaricazione sull’uomo non vogliono sostituirsi ad esso, piuttosto si tratta di una realtà al pari della natura, nella quale trovare l’ispirazione. Il motore viene scomposto, sezionato, rielaborato: spostando ogni qual volta gli elementi, come in un gioco di costruzioni dò vita a un mondo irreale, originale e sensibile, dove gli elementi meccanici si personalizzano e si propongono nella loro unicità.
Bulloni, viti, cilindri…….l’esistenza umana cosi omologata non trova spazio nella realtà, ma può rivelarsi solo attraverso l’immaginario.
Letizia Gavioli